Continua per il secondo giorno la protesta degli agricoltori ellenici, che hanno bloccato con i trattori l'autostrada Salonicco-Atene, all'altezza della città di Larissa, tagliando di fatto in due i collegamenti nel Paese.
Per limitare i disagi, la polizia ha ordinato deviazioni del traffico su diverse strade adiacenti, riporta Kathimerini.
Ad innescare la protesta sono stati i continui ritardi nelle assegnazioni dei sussidi agricoli statali, a seguito di un vasto scandalo che ha colpito l'Opekepe, l'agenzia greca incaricata di distribuire i fondi della politica agricola comune.
Nella scorsa primavera, la procura europea (Eppo) aveva reso noto di stare indagando su numerosi casi di cittadini greci che avrebbero ottenuto i sussidi dichiarando attività agricole e pascoli in realtà inesistenti. Da allora il governo conservatore ellenico, accusato dalle opposizioni di avere coperto lo scandalo, ha deciso di smantellare l'Opekepe e di avviare un'indagine parlamentare sul caso. Gli agricoltori, provenienti da diverse regioni della Grecia continentale, protestano anche per l'impennata dei costi di produzione e hanno affermato che manterranno i blocchi finché il governo non offrirà soluzioni concrete ai loro problemi. Nella giornata di ieri la tensione è salita nei pressi di Nikaia, nell'unità periferica di Larissa, dove la polizia ha fatto uso di gas lacrimogeni contro gli agricoltori che tentavano di sfondare un cordone. Tre persone sono state arrestate e diverse sono rimaste ferite. In occasione delle proteste, il premier ellenico Kyriakos Mitsotakis ha annunciato ieri, sui social media, nuove misure a sostegno degli agricoltori: dicembre "sarà un mese di sostanziale sostegno per il settore agricolo", con una "seconda assegnazione" di sussidi prevista per "gli agricoltori onesti che riceveranno pagamenti più elevati rispetto agli anni precedenti", ha scritto Mitsotakis su Facebook.






