C’è una frase che racconta insieme la grande stima di Nicola Pietrangeli per Jannik Sinner. Ma anche quel pizzico di peperoncino che non ha mai fatto mancare parlando di lui: “Sinner è il miglior tennista italiano di tutti i tempi… e forse anche austriaco”. Un rapporto, quello tra il mito del tennis azzurro scomparso a 92 anni e la Volpe, costruito su un equilibrio altalenante.

Pietrangeli e Sinner: “Rosicavo? Quando mai...”

Sulla rivalità tra i due si è ricamato e scherzato. E lo stesso Pietrangeli l’ha vissuta a fasi alterne. “Spero che la gente ora smetta di pensare che io ce l'abbia con lui. Qualcuno ha detto che io rosicavo, ma figuriamoci...”, disse il grande Nicola dopo il terzo Slam di Sinner, quello del sorpasso. Ma a volta ha anche mostrato una certa insofferenza per questi riferimenti, per una contrapposizione che viveva come costruita a tavolino: “Non voglio più parlare di Sinner: poi dicono che sono invidioso e mi cambiano le parole”, uno dei suoi sfoghi più recenti. Ma tra tanti complimenti (“Mi ha fatto venire da piangere”. “Quando lo vedo giocare mi emoziono”, “Il tennis italiano non ha mai avuto uno così”), ha anche rivendicato un primato sull’erede: “Mi hanno superato? Bene, i record sono fatti per essere battuti. Ma il mio di Coppa Davis non lo batterà mai”. Si riferiva alle 164 partite giocate in Coppa, un primato inattaccabile.