«Adesso tanto lavoro e poche chiacchiere». Vincenzo Vivarini ha parlato chiaro in vista della partita di Empoli, appuntamento che coincide con il ritorno in panchina dell'allenatore abruzzese a 1.956 giorni dall’ultima volta alla guida del Bari. Era la notte di Reggio Emilia, sede della finale playoff per la B persa con i padroni di casa. A 175 chilometri di distanza dallo stadio Città del Tricolore le strade di Vivarini e dei biancorossi si incrociano nuovamente. La trasferta contro l’Empoli mette il Bari di fronte ai suoi limiti lontano dal San Nicola (sin qui quattro sconfitte, due pareggi e nessuna vittoria in stagione) e a un avversario che dopo il cambio di allenatore, passando da Guido Pagliuca ad Alessio Dionisi, si è rilanciato con le vittorie degli ultimi 180 minuti su Catanzaro prima e Avellino poi. «Sarà una sfida complicata – la parole di Dionisi – per il valore del Bari, per il cambio di guida tecnica e per l’imprevedibilità della gara. Di fronte avremo una squadra importante e il cambio in panchina può dare una spinta in più».
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di Marcello Introna
Il Bari di Vivarini riparte da due consapevolezze, eredità della gestione di Fabio Caserta e di una rosa con tanti punti in sospeso. Va a segno da otto partite di fila ma ha anche una fra le peggiori difese del campionato di B con 19 gol al passivo in 12 partite giocate. «Se sono qui qualche problema c’è – si è presentato Vivarini – serve tanta intelligenza nel cercare di dare continuità agli aspetti positivi. Mi è stata data un’opportunità e dobbiamo essere bravi a sfruttarla nel miglior modo possibile».






