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Il piano di 28 punti non condiviso con la Ue è figlio dell'intollerabile disimpegno degli alleati in Yemen. Il messaggio? Ora gli Usa si concentrano sulla Cina

La decisione del presidente Trump di presentare il suo dettagliato piano di pace in 28 punti per l'Ucraina il 20 novembre, senza alcuna audizione preparatoria al Congresso come quelle che hanno preceduto la guerra in Irak del 2003 per preparare l'opinione pubblica interna e dei Paesi alleati può solo significare che il presidente voleva scioccare gli alleati europei degli Stati Uniti affinché prendessero finalmente sul serio il conflitto.

È vero che organizzare audizioni congressuali richiede tempo, ma c'è sempre l'alternativa rapida della «fuga di notizie» ovviamente ben informata, con molti dettagli riservati per affermarne la credibilità. Invece questa volta la presentazione del piano completo in 28 punti è stata un fulmine a ciel sereno, e l'effetto è stato aggravato dalla scadenza estremamente ravvicinata per una risposta che accompagnava l'annuncio: sette giorni per consentire al presidente Volodymyr Zelensky e al suo governo di accettare o meno, anche se uno dei cui requisiti il ritiro dell'Ucraina dai campi di battaglia attivi dove le sue truppe stanno ancora combattendo per resistere all'avanzata russa giustificherebbe, a dir poco, lunghe deliberazioni.