Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 7:00

di Francesca Carone

Si viaggia in un timido e freddo mattino d’autunno con gli alberi ormai spogli e orfani delle foglie. Si parte dal Nord-Est traghettatore del benessere; dalla città conosciuta dai più come la sorella brutta di Venezia, Mestre: paesone interculturale e intelligente dalla tristezza agghiacciante. Nella stazione tutto sembra normale, a parte le flotte di studenti in uscita didattica che affollano spensierati e sorridenti gli spazi della stazione

Ore 10.38: si parte in orario con il Frecciarossa o “Crocerossa” a seconda dei ritardi inesorabili e infiniti, resi accettabili solo dal parziale rimborso del biglietto. I vagoni sono gremiti, tra i viaggiatori anche qualche inglese che sonnecchia sognando Londra.