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4 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 8:01

Non era un mostro strano, di Gianni Montieri (66thand2nd), con il richiamo “gucciniano” del titolo, è un’opera che trascende la definizione di romanzo tradizionale per diventare un flusso di osservazioni, ricordi e riflessioni. Dimenticate una trama lineare; qui, il protagonista assoluto è il treno, esplorato in ogni sua sfumatura attraverso una prosa che è al contempo evocativa e profondamente umana.

Il libro si snoda attraverso una serie di scorci fulminanti, frammenti di vita e riflessioni che hanno come filo conduttore il treno. Siamo catapultati in stazioni grandi e piccole di tutto il Paese, tra un viaggio e l’altro, per poi ritrovarci, con l’autore, a esplorare i vagoni, le tratte, i volti dei passeggeri e le figure dei bigliettai, osservando il mondo da punti di vista sempre diversi. Dai paesaggi che scorrono veloci – pianure sconfinate, distese di mare, albe e nottate buie – alle stazioni abbandonate, ai sedili e poltrone che hanno visto chissà quanti abbracci e addii, la narrazione di Montieri si nutre di una ricca alternanza tra vicende storiche e fatti personali, incontri, ritrovamenti e perdite. È un’esplorazione del viaggio non solo fisico, ma anche interiore, che il treno, con la sua cadenza e il suo orizzonte in movimento, ispira.