D’estate si ricicla, si replica, si recupera. Per fortuna, ogni tanto ti chiedi: ma perché mi sono perso questo? C’è Rai Play, ci sono le piattaforme, c’è lo streaming, ma per chi è cresciuto con il culto del palinsesto, vedere i treni che passano (passano ancora lenti i treni per Tozeur) è un piacere fluttuante.
Sto parlando di «Ultima fermata» di Angelo Loy, Martino Mazzonis e Luigi Montebello con la collaborazione di Davide Rinaldi («Il fattore umano», Rai3). Il titolo fa pensare ai Greyhound, a quei bus che in America viaggiano ovunque e trasportano chiunque, anche i più poveri, su una strada che sembra infinita, a un viaggio tra comunità dimenticate, per raccontare un dramma di dimensioni inimmaginabili, ma anche per testimoniare la dignità di chi resiste, nonostante la violenza della polizia e l’oblio in cui le istituzioni cercano di relegarlo.







