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28 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 10:58
La diplomazia internazionale ha prodotto, nei secoli, personaggi bizzarri e trattati improbabili. Ma raramente aveva osato tanto quanto negli ultimi giorni, quando un documento — chiamarlo “piano di pace” è un atto di notevole fantasia — è apparso come un coniglio sbucato dal cilindro di un prestigiatore russo in trasferta a Washington. Un elenco surreale di concessioni, premi, privilegi e amnesie giuridiche che avrebbero fatto arrossire perfino il più spregiudicato dei diplomatici vittoriani.
Eppure, ciò che stupisce non è la sua esistenza, ma la normalità con cui è stato inizialmente accolto in una Casa Bianca impegnata, per così dire, in attività parallele: ridefinire la nozione di legge, rinegoziare le basi della democrazia e, tra un tweet e l’altro, ricollocare gli Stati Uniti nel mondo come una sorta di joint venture tra oligarchi locali e investitori stranieri.








