I numeri non mentono. Mai. E quelli messi sul tavolo dal questore di Milano, Bruno Megale, durante l'audizione in Commissione Parlamentare d'inchiesta sulle periferie, scattano un'istantanea di Milano tanto precisa quanto allarmante: 8 reati predatori su 10, vale a dire furti, rapine e scippi sono commessi da stranieri. «A Milano, i reati predatori vengono commessi all'80% da stranieri, il 20% dei quali sono minori non accompagnati. In città, tra l'altro, abbiamo una concentrazione di minori non accompagnati molto alta: circa il 10% di quelli presenti a livello nazionale». Questi sono dati oggettivi, non opinioni. Con buona pace di chi, dai propri salotti, predica l'integrazione senza se e senza ma.
D'altra parte, basta riavvolgere il nastro di poche ore per avere un assaggio della situazione. Domenica scorsa un gambiano 20enne aveva tentato di rubare uno smartphone a un 19enne ucraino in piazza Luigi di Savoia, vicino alla stazione Centrale rimediando talmente tanti calci e pugni da dover essere recuperato in gravissime condizioni all'Ospedale Fatebenefratelli. Non saranno stati due minori ma poco ci manca. E pochi giorni prima un tunisino di 17 anni (in compagnia di un italiano di 16) era stato arrestato dopo che aveva minacciato con un coltello un coetaneo in piazza Leonardo Da Vinci, zona Città Studi, rapinandogli lo smartphone e quello che aveva nel portafogli, ovvero 150 euro. «Ma è in corso un'azione coordinata molto forte in tema di sicurezza e in generale i reati risultano in calo», ha detto ancora il questore che poi ha guardato al futuro prossimo.









