Violenza alle donne e parità di genere nel segno di inclusione e diversità: la responsabilità sociale è in azienda.

Lo dimostra l'esperienza della multinazionale farmaceutica Bristol Myers Squibb (BMS), che ha lanciato nei vari Paesi dove opera dei gruppi di lavoro che si occupano proprio di 'inclusion e diversity'. In Italia il team BMS dedicato a quella che è una vera e propria missione si chiama 'B-now': nato dieci anni fa, è composto da un core-team di 8 dipendenti, tutti volontari, e da un extended team di altre 22 persone.

Gli obiettivi sono da una parte favorire lo sviluppo culturale basandosi sulla parità di genere - settore in cui BMS, con il contributo dei team, ha ottenuto una certificazione da un istituto terzo - e dall'altra provare ad avere un impatto all'esterno. In quest'ultimo filone rientra il progetto ''Una voce che vale una vita'', sul tema della violenza alle donne e che è stato, non a caso, presentato oggi, il giorno dopo la Giornata internazionale dedicata a questo tema.

"Non a caso, perchè - ha spiegato Sira Billera del B-Now nel corso della presentazione dell'iniziativa - abbiamo voluto intervenire su questo delicato argomento dando la voce a chi ha subito la violenza, convinti che vedendo le cose da questo punto di vista se ne può accrescere la consapevolezza". A raccontare la loro esperienza sono state Diana, arbitro di calcio ma anche personal trainer e content creator, e una dipendente americana di BMS, Lenore.