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Il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha limitato i fondi previsti per la creazione di comunità energetiche rinnovabili (CER). Queste comunità sono forme di collaborazione tra persone, enti, associazioni, parrocchie e aziende per la produzione e la condivisione di energia prodotta soprattutto dal fotovoltaico. Dei 2,2 miliardi di euro previsti inizialmente ne verranno dati soltanto 795,5 milioni. I soldi sono stati spostati improvvisamente su altri obiettivi perché negli ultimi mesi il numero delle domande è stato inferiore alle aspettative, principalmente a causa di incertezze, regole complesse e ritardi. Molti operatori e associazioni hanno criticato il ministero parlando di una grande occasione persa.
Fin dal 2021, quando fu approvato il primo decreto, il ministero promise di incentivare la costituzione delle comunità energetiche rinnovabili attraverso fondi pubblici del PNRR, il piano di riforme e investimenti finanziato con fondi europei. Oltre a garantire benefici individuali per chi ne fa parte, infatti, le comunità energetiche assicurano vantaggi collettivi perché permettono di ridurre l’utilizzo di fonti fossili, quindi di diminuire le emissioni inquinanti.








