Roma, 26 nov. (askanews) – “Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) rappresentano un modello innovativo che permette a cittadini, enti e Istituzioni di collaborare per produrre e condividere energia da fonti rinnovabili, unendo tecnologia, sostenibilità e valori di comunità”. Con questa sottolineatura Salvatore Di Palo, presidente della RS CER ha aperto il Convegno Nazionale sulle Comunità Energetiche Rinnovabili nel mondo religioso che si è tenuto ieri al Palazzo della Cancelleria a Roma.
Il presidente Di Palo ha poi evidenziato: “L’energia condivisa diventa una fonte stabile di risorse economiche utilizzabile per sostenere attività pastorali, programmi sociali, interventi di ristrutturazione delle strutture religiose, oltre che per contrastare la povertà energetica. Questo strumento traduce concretamente gli insegnamenti della Laudato sì di Papa Francesco e della Dottrina Sociale della Chiesa in azioni di impatto sulla comunità”.
Concetti richiamati da mons. Emilio Nappa, arcivescovo segretario generale del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano: “le comunità energetiche sono la rappresentazione di come la finanza debba tradursi in economia, cioè non essere solo nell’interesse di pochi che accumulano ricchezze private, ma deve distribuire sul territorio tale da rendere economica, rendere la casa comune partecipata ai più e non consentire troppo potere nelle mani di pochi, ma non solo per il potere, per la umanizzazione. L’accentramento di troppi poteri, di troppa finanza in mani di pochi rende desertificazione, rende ingiustizia, rende poca partecipazione, realizza disumanità”.








