Una vita in mezzo alla natura come ha fatto la famiglia Birmingham-Trevillion è possibile. Anzi, per Luca Ricolfi è fattibile "più che mai nel 2025 visto che le contro-indicazioni del vivere 'normalmente' diventano sempre più macroscopiche, specie dopo l'uscita dal Covid". Il sociologo fa riferimento "ai danni dei cellulari" e a "una socializzazione eccessiva e non filtrata". Una cosa comunque per il politologo è certa: "Quel che puoi fare con dei bambini fin verso i 12-13 anni, non lo puoi più fare quando arriva il momento dell’istruzione superiore".
Eppure a Catherine e Nathan sono stati tolti i tre figli cresciuti, appunto, in un casolare di Palmoli, in Abruzzo. Tra le varie contestazioni, la carenza igienica. "Più che le carenze igieniche - precisa il politologo -, mi pare discutibile (anche se comprensibilissima, dopo i disastri delle vaccinazioni anti-covid) la scelta di non vaccinare i figli. Quanto alla mancata socializzazione pare non sia totale e assoluta, perché i tre 'bambini nel bosco' frequentano altre famiglie e altri bambini i cui genitori sono in sintonia con i principi spartano-naturalistici della famiglia Trevaillon-Birmingham".
FAMIGLIA NEL BOSCO, NORDIO: "UNA MISURA ESTREMA". SI MUOVE LA POLITICA: CAMBIA TUTTO?













