Annalisa si reinventa ancora una volta. Dopo aver dimostrato con il precedente Tutti nel vortice tour di voler alzare l’asticella dello show con una cura del dettaglio dalla scenografia e della messa in scena, stavolta con Ma io sono fuoco tour, che abbiamo visto al Palazzo dello Sport a Roma venerdì 21 novembre, Annalisa fa un passo in avanti nel nome sì della sensualità, ma soprattutto della narrazione di se stessa tra dubbi, incertezze, ma anche fuoco, passione, determinazione. Nel suo miglior tour, a oggi, la produzione è di livello alto con la direzione artistica affidata a Jacopo Ricci, quattordici ballerini sul palco coordinati da Simone Baroni.
La struttura della scaletta con 27 brani incluso un medley è suddiviso in tre sogni. Il Fuoco: “Il tempo è un fuoco che mi consuma, ma sono io quel fuoco”. Il Fiume: “Il tempo è un fiume che mi trascina, ma sono io quel fiume”. La Tigre: “Il tempo è una tigre che mi divora, ma sono io quella tigre”. Al centro della scena c’è la riproduzione di un vulcano di metallo con al centro un nucleo circolare.
Lì dal punto di vista visivo tutto si svolge nella creazione dell’energia e degli elementi terrestri. Un design, ideato e realizzato da Denso Studio, per offrire al pubblico un’esperienza immersiva a 360 gradi. Due piccoli nei: tra un blocco e l’altro la scena va in stand by, al buio, con una attesa di pochi istanti che però sembrano interminabili, forse la presenza di un paio di coristi potrebbero “aiutare” a stemperare l’attesa. Su “Piazza San Marco”, l’outfit non era in linea con il brano, ma più adatto al blocco successivo. Abbiamo incontrato l’artista, alla vigilia del concerto all’Unipol Forum di Milano del 28 e 29 novembre, entrambe le date sold out.








