Due anni fa era finita nel vortice (E poi siamo finiti nel vortice era il suo album uscito a settembre 2023), oggi Annalisa rivendica a gran voce "Ma io sono fuoco", il lavoro in uscita oggi.
E quella congiunzione avversativa - che suona come una risposta ma anche come una dichiarazione di identità - lascia intendere che un legame tra i due dischi ci sia.
"Ho iniziato a scrivere queste canzoni mentre ero in tour e dunque c'è una continuazione come è giusto che sia. Non è un 'a capo', non è una nuova veste, piuttosto si tratta di una lenta evoluzione che cerca di non ripetersi", racconta l'artista savonese da tempo protagonista indiscussa della musica italiana, l'artista donna con più singoli nella parte alta della classifica - 19 in totale -, 52 Platini e 14 Oro. "La pressione? La sensazione è quella di voler andare avanti e non tornare indietro, dopo che hai ottenuto tanto, non è facile. Anche perché io sento pressione per qualunque cosa: quando faccio un video, quando esce il pezzo, quando devo mettere su uno spettacolo, anche per le foto, sono fatta così. Ci tengo tanto a quello che faccio, a prescindere dai risultati".
Il filo che lega passato e presente del nuovo album è anche nel contenuto delle canzoni che "puntano l'attenzione sulla reazione. Ho raccontato i vortici della vita, ora cerco di capire dove questi continui giri dove ti portano, senza rinnegarsi mai e trasformando quello che ti accade - anche le cose negative - in opportunità", aggiunge. Anche la copertina racconta molto di questo cammino: la tigre che fa capolino, infatti, rimanda direttamente alla metafora del tempo circolare del filosofo Jorge Luis Borges: il tempo è un fiume, è una tigre, è un fuoco, e ci trascina, ci consuma, come anche noi facciamo con lui, o ci imponiamo di fare.









