Milano, 27 nov. (askanews) – “Ma noi siamo fuoco, Capitolo I” è uno spettacolo imponente ed elaborato, diviso in tre sogni. Annalisa col nuovo tour nei palazzetti dimostra una volta di più di essere un’artista completa che negli anni si è trasformata ed evoluta. Lo show fonde musica, scenografia e arti visive.

“Questi tre sogni sono sicuramente un focus di questo show, un po’ da dove tutto è partito. Sicuramente a sua volta legato all’album perché il tema del fuoco ovviamente è protagonista assoluto così come il fiume, la tigre nella citazione di Borges che in qualche modo ha ispirato un po’ questo disco e appunto i sogni sono numero uno il fuoco, numero due il fiume, numero tre la tigre. Sono parte di un racconto che parla di trasformazione, che parla di cose che tornano, parla di passione, di rabbia, di emozioni forti e di necessità in qualche modo di governare queste trasformazioni per non fermarsi e per non ripetersi mai”.

Dalla scuola di Amici, Annalisa in 15 anni di carriera ha fatto un percorso che l’ha portata ad affermarsi come una delle voci del pop più interessanti e innovative. Sempre pronta a rimettersi in discussione, ma con le idee molto chiare.

“Ma allora se riguardo tutto il passato, tutto quello che mi ha portato qua adesso sicuramente errori ce ne sono stati ma ce ne saranno ancora e bisogna far pace con questo concetto. Nessuno fa tutto giusto e ogni tanto si prendono degli svarioni è normale e anzi è proprio da lì che molto spesso poi arrivano delle idee nuove arrivano delle nuove consapevolezze e anche capacità nuove dirti se rifarai tutto uguale non te lo so dire però probabilmente sì, sei in un modo nell’altro passando da successi e qualche errore sono arrivata qua dove sono, ho messo il mio tempo, ho seguito il mio istinto, il mio ritmo, qualche volta avrei potuto essere più veloce magari, però se il mio istinto mi ha portato a così ci sarà stata una ragione, quindi mi va bene così”.