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Ultimo aggiornamento: 10:40
Provava piacere a veder soffrire le donne che si presentavano per un colloquio di lavoro, somministrava nelle bevande che offriva loro un potente diuretico illegale e poi le convinceva a proseguire la conversazione fuori dall’ufficio, all’aperto, lontano dai servizi igienici, così da poter vedere crescere in loro il disagio e la sofferenza per l’urgenza di urinare. Christian Nègre, funzionario del Ministero della Cultura francese, come riporta il Guardian, è stato sottoposto a un’indagine formale dal 2019 con diverse accuse che vanno dalla somministrazione di sostanze stupefacenti alla violenza sessuale. Ma in attesa di processo, ha continuato a lavorare nel settore privato.
Il processo non è stato ancora celebrato. Ma i racconti delle vittime, quasi 250 in totale, hanno riaperto il dibattito sugli abusi nei confronti delle donne con l’uso di sostanze stupefacenti. Sylvie Delezenne, esperta di marketing di Lille, racconta ad esempio che era alla ricerca di un lavoro nel 2015, quando è arrivato il contatto su Linkedin da parte di un responsabile delle risorse umane del ministero. Quando però si è recata a Parigi per il colloquio, è diventata una delle vittime di Nègre: “Non sapevo nemmeno che potesse esistere questo tipo di violenza”, ha raccontato.










