Mentre le fiamme ancora lambiscono i piani alti delle torri di Wang Fuk Court, nel cuore del distretto di Tai Po, e i soccorritori setacciano i ruderi carbonizzati alla ricerca di sopravvissuti, un'onda di generosità si leva dal mondo dell'industria cinese. In una giornata che ha già mietuto almeno 44 vittime e lasciato 279 persone disperse – un bilancio che cresce con l'avanzare delle ore – due colossi dell'automotive elettrico, Xpeng e BYD, hanno annunciato donazioni significative per sostenere i sforzi di soccorso e ricostruzione.
Xpeng e Byd in campo
Xpeng ha versato 5 milioni di dollari di Hong Kong (circa 580mila euro), seguito a ruota da BYD con un impegno doppio, 10 milioni di HKD (1,16 milioni di euro). Non si tratta solo di un gesto filantropico: è un segnale, in un momento in cui l'emergenza tocca il cuore pulsante di una metropoli che, tra grattacieli e baraccopoli, lotta per non crollare sotto il peso del dramma.
L’emergenza
L'incendio, scoppiato ieri pomeriggio intorno alle 14:50 ora locale, ha trasformato in un inferno otto torri residenziali di 32 piani ciascuna, abitate da circa 2mila famiglie. Il complesso Wang Fuk Court, un baluardo dell'edilizia popolare eretto negli anni '80 e avvolto in quel momento da impalcature di bambù per lavori di ristrutturazione esterna, è stato divorato da un rogo che si è propagato con furia verticale, alimentato dal vento e dal materiale infiammabile. "Le temperature interne erano altissime, impossibili da affrontare senza rischi estremi", ha spiegato Derek Armstrong Chan, vicedirettore dei servizi antincendio di Hong Kong, in una conferenza stampa concitata.








