La fabbrica per l’uomo e non l’uomo per la fabbrica. Il mantra olivettiano non è mai tramontato e non certo a caso gli è dedicata la seconda edizione del Festival della Narrazione Industiale a Parma dal 24 al 29 novembre. L’umanesimo industriale al centro, senza alcuna nostalgia, perché Adriano continua a vivere e lottare con noi, tra migliaia di imprenditori italiani che ogni giorno lavorano per alimentare e far crescere queste straordinarie comunità produttive e creative chiamate aziende. Lo sappiamo bene, lo ha ricordato Emanuele Orsini nel suo ultimo intervento al Gruppo Tecnico Cultura di Confindustria, le tasse delle aziende italiane con più di dieci addetti e relativi lavoratori contribuiscono all’83,2% del gettito, sono insomma il motore dell’Italia, inclusa la cosa pubblica. Raccontare allora l’azienda, in questo caso nella sua declinazione industriale, facendo ricorso alla narrazione letteraria, è una responsabilità e una scommessa per il futuro del Paese.

La tradizione della letteratura industriale è lunghissima, anche in questa edizione saranno tante le presentazioni di libri a tema. Saverio Mazzoni, con Carlo Varotti, leggerà La chiave a stella di Primo Levi a Teatro. Beppe Severgnini interverrà su “La letteratura e l’industria americana”, Giuseppe Lupo presenterà il suo Storia d’amore e macchine da scrivere.