Una ricerca basata sui rumori del lavoro. Un percorso sonoro all'interno di capannoni ed aziende che punta tutto sugli effetti timbrici che nascono dalla fatica e dall'ingegno. È sicuramente un progetto prezioso quello lanciato dalla Confartigianato del Veneto a febbraio nel corso delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina.
Il titolo scelto è logicamente "The sound of artisans" e si concentrata esclusivamente, questa la sua principale caratteristica, sui rumori quotidiani che si sviluppano dagli attrezzi usati nelle strutture artigiane. Dal Cadore a Treviso, da Padova al Delta del Po, da Venezia a Vicenza, la telecamera del regista Alessandro Carlozzo, con la produzione di Heads group, entra silenziosamente nei capannoni a riprende, spesso in una sorta di oscurità, il meticoloso lavoro degli artigiani.
Non ci sono commenti, riflessioni o dichiarazioni di sorta, ma solo il suono prodotto dalle attrezzature sul legno, sui metalli, sul vetro, tra viti, martelli, trapani e tanto altro ancora. L'esperienza e la genialità degli artigiani, quindi si sviluppa nel silenzio nella solitudine delle immagini che evidenziano gesti decisi delle mani, movimenti consolidati e precisi al millimetro di chi conosce quasi a memoria l'oggetto da realizzare. In un ritmo davvero sorprendente dentro un rumore costante in sottofondo. Un racconto quasi senza tempo, frutto di un percorso che in molti casi, come nella costruzione di un'imbarcazione, affonda le radici in un passato di diversi secoli fa.







