Atre anni dal lancio di ChatGPT e dal definitivo sdoganamento dell’AI presso l’opinione pubblica, il MIT – Massachusetts Institute of Technology – ha pubblicato un rapporto in cui si evidenzia che il 95% dei progetti pilota basati sull’AI sono falliti. Questo dato è ormai diventato un riferimento ricorrente nel dibattito sull’AI e la lezione che ne deriva ci sta aiutando a ripensare l’approccio all’intelligenza artificiale.
L’obiettivo è scardinare il GenAI Divide, il fenomeno per cui, sull’onda dell’entusiasmo, le aziende investono importanti capitali in tecnologie AI senza ottenere un ritorno nell’immediato, finendo spesso per rallentare o sospendere le implementazioni. Questo genera una sfiducia diffusa, insieme a preoccupazioni legate alla privacy e a risultati non accurati.
Per questo oggi le aziende che sviluppano innovazione guidata dall’AI spingono un’offerta più matura, basata sulla declinazione dell’AI generativa. Tra queste, Concentrix porta avanti una narrazione concreta e solida che segue direzioni chiare e precise. L’azienda statunitense, presente in più di 70 paesi nel mondo, realizza soluzioni rivolte alle aziende per la gestione della customer experience.
Un’autonomia costantemente supervisionata








