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Ultimo aggiornamento: 14:20

“C’era un ragazzo, in carcere, che si masticava i fogli, perché non gli piaceva quello che disegnava. Un giorno si è disegnato in una buca, che era come si sentiva in quel periodo. Mi sono accorto che la forma della buca che aveva disegnato non era chiusa e quindi gli ho detto, ‘vedi, stai esprimendo il fatto che puoi uscirne’. Il disegno è parte di noi, e spesso rappresenta un pensiero o una sensazione”.

Alessandro Bonaccorsi vive a Ravenna ed è un disegnatore, autore, formatore e facilitatore grafico. È anche l’inventore del “Disegno Brutto”, un metodo pensato per chi non sa disegnare, che libera dai condizionamenti e crea nuovi punti di vista sulla realtà.

“Uno strumento incredibile per pensare meglio, rilassarsi, divertirsi, capire, comunicare, con un’apparenza scherzosa che nasconde un percorso filosofico di crescita personale”, lo definisce Alessandro. Che lo ha messo a punto dopo anni di ricerca su di sé, passando per diversi fallimenti universitari, per un periodo da allenatore di pallavolo semiprofessionista e di grafico-operaio in una grande industria grafica, fino a diventare un creativo freelance vent’anni fa. A un certo punto, arriva l’idea di un nuovo modo di disegnare, il Disegno Brutto, appunto. Esploso sui suoi social network ben prima della pandemia (nel 2017). Da quel momento lo ha insegnato in tutta Italia, in decine di corsi, agli infermieri come ai manager, ai docenti come agli impiegati, in associazioni, festival, musei, aziende, persino università.