PADOVA - «Non scegli chi ti cresce, e mio padre è stato un dono prezioso che la vita mi ha regalato. Credo che questo sia il modo più autentico per ricordarlo: ritrovarlo nei gesti di ogni giorno, in ciò che faccio e in ciò che sono». Sara Doris, figlia di Ennio, fondatore di Banca Mediolanum, ha rievocato così il percorso pubblico e privato del visionario partito da Tombolo. Ieri sera (25 novembre), nell'Auditorium comunale di Carmignano di Brenta, la secondogenita del compianto banchiere ha presentato la biografia-memoir "Ennio, mio padre" (Piemme).
Suo padre è scomparso il 24 novembre 2021 a 81 anni. Quali sono i valori che le ha trasmesso?
«Ricordando il giorno in cui papà se n'è andato, scelgo di guardare avanti con positività, proprio come mi ha insegnato lui. Non l'ho mai sentito lamentarsi, nemmeno davanti alla morte. Avevo appena dieci anni quando perse entrambi i suoi genitori, a un anno di distanza l'uno dall'altro: il dolore c'era, ma non lo ha mai lasciato diventare ombra. Mio padre Ennio mi ha sempre ricordato quanto sia importante concentrarsi su ciò che conta davvero: custodire e godere del patrimonio di valori che chi amiamo ci lascia. A quattro anni di distanza dalla sua scomparsa, la mia sensazione è un intreccio di nostalgia e gratitudine».







