Spike Lee sbuca in Italia e prima ancora di parlare di cinema manda dritti e rovesci direttamente a Jannik Sinner. Il regista americano, ospite d’onore al Torino Film Festival, ha scelto il palco per “mettere i puntini sulle i”: “Scrivetelo”, chiede, come fosse una tirata d’orecchio a chi ha travisato il suo affetto.

Il regista parte deciso: “Voglio solo chiarire una cosa. Non ho niente contro Sinner — attacca Lee sorridendo — È un grandissimo, grandissimo tennista. … Almeno alcuni hanno visto il mio entusiasmo per Carlos, hanno pensato che stessi mancando di rispetto. Quindi, no, non è affatto così. Amo lo sport. Soprattutto il basket, i New York Knicks”.

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Non sta lì a girarci intorno: Lee rivela di aver ricevuto “messaggi di testo, di ogni genere in Italia. Tipo… non userò questa parola … Ma non è affatto vero”. Non è odio, non è astio, ma un’incomprensione tutta sociale, alimentata da chi, sui social, lo bolla come rivale dell’italiano per aver tifato Alcaraz. Poi la promessa: “Spero di incontrare Sinner di persona un giorno, stringergli la mano e fargli sapere che non provo altro che amore per lui. Capite?".