Michil Costa è cortese, attento, elegante. Sembra essere amato da tutti. Lo capisci entrando con lui negli spazi dei suoi hotel: in cucina, in sala, tra i salotti della hall. Tutti lo salutano: “Buongiorno, signor Michil”, “Buonasera, signor Michil”. E lui ricambia, col sorriso e uno scambio di parole. Una donna che lava i piatti si ferma vedendolo entrare in cucina, lo guarda, si tocca il cuore. È un gesto semplice, ma traduce la gratitudine per la dignità che lui sa dare anche al lavoro più umile. In questa normalità si vede la sua idea di ospitalità: stare dentro le cose, non solo dietro una scrivania a impartire direttive.

Nato a Corvara nel 1961 Michil Costa è cresciuto tra tavoli, valigie e montagne. Figlio di albergatori ha trasformato quel mestiere in una visione culturale. Per lui l’ospitalità non è un servizio, ma piuttosto un gesto civile. Oggi insieme alla sua famiglia guida nelle Dolomiti l’Hotel La Perla di Corvara, il Berghotel Ladinia e il Bio Alpine Hotel Gran Fodà; in Toscana l’Hotel La Posta di Bagno Vignoni. È presidente della Maratona della Dolomiti, evento simbolo di un turismo lento e rispettoso dei luoghi. Nel 2007 ha fondato la Costa Family Foundation, nata per trasformare l’ospitalità in atto di responsabilità concreta verso le persone, i luoghi e le comunità più vulnerabili. La Fondazione si occupa di sviluppare, in Italia e nel mondo, progetti sull’educazione, la salute e l’ambiente con un approccio trasparente e di lungo periodo. È autore di FuTurismo. Un accorato appello contro la monocultura turistica (Raetia, 2025), libro alla seconda edizione, con prefazione di Massimo Cacciari, che propone un modello alternativo di sviluppo del turismo fondato sulla responsabilità dell’ospitalità e sul legame con il territorio.