Centinaia di persone si ritrovano davanti alla prefettura, per chiedere la liberazione di Mohamed Shahin, l’imam della moschea di via Saluzzo, che lo scorso 9 ottobre proprio in piazza Castello disse di essere d’accordo con quello che è successo il 7 ottobre.
Non è una violenza ma una reazione ad anni di oppressione
Una frase che gli è costata il decreto di espulsione dal territorio nazionale per «motivi di sicurezza dello Stato e di prevenzione del terrorismo».
L’avvocato: “Shanin è pacifista, incensurato”
La prima a prendere parola al presidio è l’avvocato che assiste l’imam, Fairus Ahmed Jama: «Shanin ha chiesto la protezione internazionale. È incensurato, non è mai stato condannato e non ha precedenti. È un soggetto pacifista e voi lo sapete». La piazza, composta da esponenti del mondo musulmano, della politica, dei centri sociali e dei sindacati, ma anche da studenti, mamme con le carrozzine, amici e persone che conoscono l’imam, ascolta in silenzio. «Fino a poco fa - aggiunge l’avvocato - non avevamo neanche la notifica su dove fosse stato trasferito».












