Eppure in Svezia e in Norvegia, le violenze contro le donne e i femminicidi non sono diminuiti!

Sembra esserci una certa soddisfazione, da parte di alcuni commentatori e politici, nell’affermare che in una società più egualitaria, dove le donne sono meno discriminate e dove di affettività e sessualità, si parla liberamente anche a scuola e da molto tempo, c’è più violenza che nel resto dell’Europa. Si chiama “paradosso nordico”: a sorpresa, a maggior emancipazione femminile sembrerebbe corrispondere maggior violenza maschile. Ma cosa ci dicono i numeri? Partiamo dai soli dati comparativi oggi disponibili, quelli dell’inchiesta dell’European Agency for Fundamental Rights (FRA, 2014) raccolti nel 2012, intervistando 42.000 donne nei 28 Paesi dell’Unione. I risultati mostrano un quadro più complicato di quanto la narrazione dominante lasci intendere. Se consideriamo la violenza da parte del partner o ex partner subita nel corso della vita, le frequenze sono in effetti più elevate, per esempio in Norvegia (28%) rispetto alla media europea (24%). Tuttavia, se consideriamo le violenze che il partner/ex ha esercitato negli ultimi 12 mesi, il quadro cambia radicalmente: la violenza dal partner è più frequente nei Paesi dove le discriminazioni di genere (misurate con il Gender Equality Index) sono più ampie (come Romania, Bulgaria, Slovacchia, Grecia e Italia) e dove gli interventi governativi anti-violenza sono stati più tardivi e frammentari (Sanz-Barbero et al., 2018).