Sembra un paradosso, ma nei Paesi dove le donne godono di più diritti permangono tassi elevati di violenza sessuale. E se fosse a causa del rancore?
di Olga Noel Winderling
L’estate scorsa a Helsinki, una ragazza di 17 anni è stata aggredita da tre uomini nell’ospedale in cui si trovava ricoverata: quando le accuse di stupro sono state archiviate – e gli autori del crimine rimasti in libertà – in Finlandia si è scatenata la Setu Demonstration, protesta per sostenere le vittime di violenza sessuale e per chiedere leggi più severe, nonché una migliore applicazione di quelle esistenti. A pochi giorni e a 1.520 chilometri di distanza, Lisa, un’altra diciassettenne, è stata uccisa da un senzatetto mentre tornava a casa in bicicletta nel centro di Amsterdam: si è trattato di un omicidio brutale, che ha scosso i Paesi Bassi e spinto l’attrice e scrittrice Nienke ‘s Gravemade ad affrontare il tema sul quotidiano Het Parool: con il suo ormai celebre testo intitolato “Esigo la notte. Esigo le strade. Esigo 24 ore al giorno. Esigo che le diciassettenni tornino a casa sane e salve” ha lanciato una raccolta fondi (Wij eisen de nacht op, appunto “riprendiamoci la notte”) per finanziare una campagna di sensibilizzazione.






