Numeri e percentuali in crescita descrivono una situazione drammatica per le donne esposte a violenze e abusi in famiglia e al lavoro. A Napoli, come nei comuni più piccoli della sua provincia, non c’è differenza. Nelle città rese caotiche dall’alto numero di abitanti e, allo stesso modo, nei paesini isolati alla periferia. Sempre di più. Vittime di violenza in casa. Nel 90 per cento dei casi perseguitate dall’ex partner e nell’80 impegnate a difendere i figli piccoli, testimoni di violenze e ricatti.
Triplicati i tentati omicidi, da 14 a 42. Raddoppiate le donne uccise in Campania. Sono 10 le vittime nel 2025 contro le 6 del 2024. La più giovane, Martina, aveva solo 14 anni. Condizioni difficili non solo per rapporti sentimentali diventati un incubo. Anche nelle aziende e negli uffici. Lo denuncia la Cgil che assegna alla Campania quasi il 16 per cento di abusi e molestie nei luoghi di lavoro del totale sul territorio nazionale. Una percentuale che racconta un dramma dalle proporzioni ampie, se si ricorda la bassa partecipazione femminile al mercato del lavoro, tra le peggiori del Paese. Un contesto complicato che spinge associazioni, sindacati e università a moltiplicare le iniziative in programma oggi per la Giornata nazionale contro la violenza sulle donne.













