Follia, genio, sregolatezza, anarchia e un pizzico di anti-woke che sembra essere un po' nel Dna di questo festival.
La conferenza stampa al Torino Film Festival di Terry Gilliam regista, sceneggiatore, animatore, visionario surreale e barocco non poteva essere diversa. Nato negli Usa, Gilliam, 85 anni, si trasferisce in Inghilterra negli anni Sessanta e diventa uno del gruppo comico del Monty Python, l'unico, tra l'altro, ad aver sviluppato una carriera registica autonoma.
Da allora tanti film, tutti dalla difficile gestazione, da Holy Grail (1975), a Time Bandits , da Brazil a The Fisher King e Twelve Monkeys (1995) fino a 'The Man Who Killed Don Quixote', iniziato negli anni '90, abbandonato più volte, infine realizzato nel 2018. Se ieri a Torino l'attrice Jacqueline Bisset accusava gli uomini di essere spesso dei cani, ma avvisava anche le donne di non provocare troppo, Gilliam afferma che oggi i Monthy Python sarebbero bocciati. "In Germania mentre stavamo promuovendo 'The Man Who Killed Don Quixote' ci è stato appunto detto che oggi la Bbc non avrebbe certo permesso un programma come il nostro, con protagonisti sei bianchi maschi adulti perché ci doveva essere diversità. E devo dire che come uomo bianco sono stanco di essere accusato di tutto quello che accade nel mondo. Che cosa avremmo dovuto mettere oggi? Assumere una donna, di colore e omosessuale. Credo che quando si arriva a questi livelli, ovvero di non riconoscere più la differenza tra umorismo e odio, siamo nei guai. Viviamo da anni in questa visione limitata del mondo, speriamo cambi".










