Nel momento più delicato della diplomazia di guerra, Volodymyr Zelensky continua a puntare sull'uomo più contestato del suo entourage.

Andriy Yermak, 53 anni, capo dell'ufficio del presidente e da tempo braccio destro del leader ucraino, è stato scelto per guidare la delegazione di Kiev nei colloqui di Ginevra sul piano di pace. Questo nonostante le richieste di dimissioni all'interno della maggioranza parlamentare dopo il maxi scandalo di corruzione da 100 milioni di dollari, che ha travolto ministri e imprenditori vicini al potere. Ma per ora Zelensky ha ignorato l'ipotesi di un sacrificio, anche se non è escluso che nel medio periodo il problema si riproponga con forza.

Al momento Yermak resta l'uomo chiave del presidente nei negoziati: discreto, spregiudicato e capace di parlare con tutti, dai governi europei alla Cina fino al team di Trump. Ma se sul fronte internazionale è la voce diplomatica dell'Ucraina in guerra, a Kiev è l'uomo al centro di una tempesta politica.

Non risulta sia indagato nella recentissima clamorosa inchiesta sulla corruzione nel settore energetico, ma parte dei deputati lo indica come responsabile politico della crisi e soprattutto del forte malcontento popolare per lo scandalo. E c'è chi minccia una spaccatura nel partito di maggioranza senza una sua rimozione.