La Lega di nuovo primo partito in Veneto, con un risultato - 36% - che è record storico per le Regionali. Fratelli d’Italia che rispetto alle ultime Europee dimezza i consensi. E poi un risultato straordinario per Luca Zaia: a scrutinio non ancora ultimato risultavano, nell’ordine, 5.322 preferenze a Belluno, 26.216 a Padova, 5.969 a Rovigo, 31.924 a Venezia, 27.465 a Verona, 39.387 a Vicenza, addirittura 42.964 a Treviso. “Dopo Zaia scrivi Zaia”, aveva detto. Verso le 23 si era già a 176mila preferenze, con la proiezione di arrivare a oltre 200mila. Cioè 200mila veneti che hanno scritto sulla scheda il suo nome.

Presidente, come giudica questo risultato?

«Mi si apre il cuore. Faccio una premessa: io mi sono messo a disposizione perché Alberto Stefani mi aveva chiesto se gli davo una mano. Faccio notare che gli altri due miei colleghi uscenti - Vincenzo De Luca in Campania e Michele Emiliano in Puglia - non si sono candidati. Mi dicevano che ero pazzo a candidarmi».

E perché l’ha fatto?

«L’ho sempre detto: mai avere paura di mettersi in discussione e presentarsi agli elettori. E quindi ho voluto questo banco di prova. E dico grazie: dopo quindici anni e mezzo, per me è davvero una soddisfazione unica. Chi mi ha votato mi conosce, sa di me pregi e difetti. Senza contare la difficoltà di far scrivere nome e cognome sulla scheda».