Il caso della cosiddetta “famiglia nel bosco” di Palmoli si arricchisce di un ulteriore, dirompente, capitolo. Secondo quanto comunicato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, infatti, allo stesso dicastero "risulta regolarmente espletato l'obbligo scolastico attraverso l'educazione domiciliare legittimata dalla Costituzione e dalle leggi vigenti e tramite l'appoggio ad una scuola autorizzata. La conferma è arrivata dal dirigente scolastico dell'istituto scolastico di riferimento per il tramite dell'ufficio scolastico regionale".

A ricostruire il contesto familiare è una relazione dell’Ecad del Comune di Monteodorisio, redatta lo scorso luglio su segnalazione della Procura presso il Tribunale per i minorenni dell’Aquila. Il documento descrive un "nucleo familiare a rischio di grave emarginazione sociale", in "disagio abitativo" senza "interazioni sociali frequenti" né "entrate fisse" con i figli minori che "non frequentano la scuola e attività ricreative o sportive"".

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I servizi sociali aggiungono che la famiglia "vive una condizione di disagio abitativo in quanto non è stata dichiarata l'abitabilità dello stabile nel quale dimorano abitualmente - si legge nella relazione -, membri della famiglia che non hanno interazioni sociali frequenti e la coppia genitoriale non ha entrate economiche fisse".