È la sfida dei pallottolieri. Quello più grande ci porta al computo generale delle elezioni regionali svolte quest’anno. Escludendo la Val d’Aosta, abbiamo finora un due a uno per il centrodestra, che ha tenuto Marche e Calabria così come non ha espugnato la Toscana.
Ora, il secondo trittico che si gioca tra oggi e domani - Veneto, Campania, Puglia - potrebbe o confermare la regola della continuità o regalare qualche sorpresa. Che qualora ci fosse potrebbe, a occhio, riguardare la Campania, dove il Pd ha lasciato al Movimento 5 Stelle l’onere e l’onore di portare la bandiera, affidata a Roberto Fico candidato presidente. A rischio, chissà quanto scientificamente calcolato, di sacrificare parte dell’elettorato deluchiano.
POVERA SCHLEIN, ALTRO CHE RIVINCITA: LE REGIONALI SI TRASFORMANO IN UN AUTOGOL
Povera Schlein, da lunedì sera avrà qualche problema in più, perché neanche stavolta le rius...
Già, molto della partita si gioca su questo. Vincenzo De Luca, il Presidente di Regione diventato una figura al confine tra l’icona pop-localista e il meme, negli anni aveva fatto del Movimento 5 Stelle il bersaglio privilegiato dei suoi strali, efficaci non c’è che dire, soprattutto in video. E ora si è trovato a condividere dolorosamente, per non dire subire, il passaggio del testimone alla guida della coalizione proprio con uno di loro. E non uno a caso: Roberto Fico incarna il grillismo prima maniera, in quella quota trasmigrata poi nell’era contiana. Dunque zero esperienza amministrativa (sul curriculum professionale pure, siamo lì) slogan e assistenzialismo.











