Non c’è nessuna bottiglia in fresco, del resto non c’è motivo per festeggiare. L’apertura delle urne nelle ultime tre Regioni (Veneto, Campania e Puglia) mette definitivamente in archivio l’ultimo sogno di Elly Schlein: la rimonta. Un miraggio dissolto a fine settembre, quando gli elettori delle Marche riconfermarono il governatore di centrodestra Francesco Acquaroli. Quel giorno, al Nazareno, è sembrato un capodanno anticipato, una cerimonia mesta consumata senza gioia e con abbondanti dosi di recriminazioni. Oggi, soprattutto in Campania, si aspettano con ansia gli ultimi referti medici: dalla percentuale che riuscirà a raccogliere Roberto Fico alla pagella finale di Vincenzo De Luca e della sua lista «A Testa Alta». Una lettura che, per una volta, terrà svegli anche i vertici del M5S. All’ombra del Vesuvio, Giuseppe Conte attende l’ultima spinta per il tornante finale: i gazebo. Un passaggio che si materializzerà solo in presenza di un buon risultato dell’ex presidente della Camera e di una risalita vigorosa della lista pentastellata. Sarebbe la conferma della sua teoria preferita: «Il nostro elettorato si muove solo quando si sente in prima fila». Ovvero: stiamo con il Pd, quando il candidato è nostro.
Riflettori sulla Campania, Schlein teme le faide interne
Non c’è nessuna bottiglia in fresco, del resto non c’è motivo per festeggiare. L’apertura delle urne nelle ultime tre ...













