ROMA – Dopo la kermesse leghista, ma più probabilmente dopo il voto nelle Marche. Matteo Salvini alla fine rinuncia a imporre tempi stretti per la scelta dei candidati: «Contiamo di chiudere bene la partita delle regionali dopo il raduno di Pontida», in programma il 21 settembre. Però anche il week end successivo, quello del 28-29 settembre, è cerchiato in rosso perché Giorgia Meloni attende di sapere se il suo Francesco Acquaroli sarà riconfermato governatore nella corsa contro il candidato del centrosinistra Matteo Ricci.
E quindi i tempi si allungano. Solo dopo le Marche la premier potrebbe sciogliere il nodo principale e dare il via libera alla candidatura di un leghista in Veneto, come chiede il suo vice, che infatti ieri è tornato a insistere rivendicando la golden share sulla scelta del successore di Luca Zaia. «Noi — ha detto Salvini — riteniamo di avere persone assolutamente di spessore da offrire alla coalizione. Abbiamo un’ottima classe dirigente come hanno anche gli altri. Diciamo che in Veneto noi ci teniamo particolarmente». Non a caso Salvini continua a sponsorizzare per palazzo Balbi il suo vicesegretario Alberto Stefani: «È uno dei nomi, ha 33 anni non ancora compiuti, ha fatto il sindaco per due mandati, è in Parlamento, ha dimostrato di saper amministrare. Lo mettiamo a disposizione, non imponiamo niente a nessuno». Mentre molti in Fratelli d’Italia non sembrano intenzionati a rinunciare tanto facilmente alla possibilità di esprimere un proprio candidato nella ricca regione del Nord-Est.









