La nuova stagione del Teatro La Fenice si apre con un dato che pesa più di qualsiasi slogan: gli abbonamenti alle opere crescono del 7% rispetto allo scorso anno. Oltre 80 nuovi abbonati, un incremento triplo rispetto al trend abituale del teatro (solitamente tra il 2% e il 3%). Il sovrintendente Nicola Colabianchi parla di «risultato sorprendente», e sorprendente lo è davvero, soprattutto in un periodo in cui il dibattito sulla nomina di Beatrice Venezi ha generato più rumore che riflessione.
Per settimane abbiamo assistito a una tempesta perfetta di post, contro-post, indignazioni a comando, minacce di boicottaggio e “analisi” sui social che avevano lo stesso tasso di affidabilità delle previsioni del tempo fatte dai barometri da salotto. E invece, quando si spengono le tastiere e si accendono le luci di sala, i numeri raccontano un'altra storia: il pubblico non si è allontanato, è addirittura aumentato. Le famose disdette? La lettera dei 140 abbonati storici ha riempito pagine e bacheche digitali, eretta a prova regina di una Fenice “tradita” dai suoi stessi spettatori. Ma alla prova dei fatti le rinunce effettive sono state soltanto tre.
IL PD ATTACCA LA VENEZI MA NON VEDE MIA DIOP











