Benvenuti nella terra di mezzo. No, Tolkien non c’entra nulla. In Eternity – film d’apertura Fuori Concorso del Torino Film Festival 2025 – non ci sono hobbit e compagnie varie. Si tratta di una “stazione di scambio”, metà sala d’aspetto dei treni, metà piazza condominiale, dove transitano miliardi di anime di morti con le sembianze fisiche del momento più bello della loro vita. Ad accoglierli alcuni consulenti in ghingheri con cartelletta, pronti a suggerire loro le opportunità più varie su dove trascorrere la loro eternità. C’è il mondo montagna e il mondo mare (molto frequentato), il mondo satanista e quello modello Studio 54 (dove si pippa la coca), quello del circo, dell’eterna primavera e pure quello marxista (dicono: fuori moda). Scelto un mondo, si rimane lì per sempre.

Nella stazione di scambio giungono Larry (Miles Teller, lo ricordate in Whiplash) e Joan (Elizabeth Olsen, che a noi piace di più in I segreti di Wind River che nelle giaculatorie Marvel), due simpatici vecchietti che abbiamo visto battibeccare in automobile in mezzo al traffico prima dei titoli di testa, morti a una settimana l’uno dall’altra: prima lui, dopo essersi strozzato con un pretzel, poi lei per il cancro. Spaesato e ballonzolato tra migliaia di anime in transito, Larry finisce nella sua cameretta privata, con un armadio pieno di abiti amati e portati per una vita. Dovrà scegliere, tra centinaia di opuscoli e stand tipo fiera, quale sarà il suo mondo eterno.