Finisce in manette Don Alì, 24 anni, l’autoproclamatosi “re dei maranza” di Barriera di Milano, di origini marocchine, che da anni, in cerca di consenso tra i giovani nordafricani del quartiere torinese posta sui social video delle sue “imprese” che gli hanno fruttato 222mila follower.

A bloccare Don Alì (al secolo Said Alì, nato il giorno di San Valentino del 2001, residente a Torino in corso Novara 78) questa notte, sono stati i poliziotti della Squadra mobile in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip con le accuse di atti persecutori (le minacce sono ricomprese) e diffamazione aggravata. Il tiktoker si nascondeva nelle cantine di un palazzo, sorvegliato e “protetto” da alcuni connazionali, ed era già riuscito a sfuggire all’arresto. I poliziotti si sono successivamente appostati fuori dalla sua abitazione di notte e sono riusciti a prenderlo dopo un breve inseguimento a piedi.

L'arresto di Don Alì, "re dei maranza" di Barriera Milano

Le indagini coordinate dalla procura di Torino diretta da Giovanni Bombardieri sono iniziate a fine ottobre. All’origine di tutto c’è la spedizione punitiva contro un professore dell’Istituto delle Immacolatine, affrontato per strada da Don Alì e altri due complici di 24 e 27 anni (ora sottoposti all’obbligo di firma) mentre era insieme alla figlia di tre anni e mezzo: i tre gli hanno intimato, per ragioni non chiarite, di “non maltrattare i bambini”, sostenendo che aveva preso di mira una nipote di Don Alì (ma all’istituto non risultano iscritti alunni di origini magrebine) e accusandolo di pedofilia, aggiungendo: “La prossima volta agiremo in altra maniera”.