Finisce in manette Don Alì, l’autoproclamatosi “re dei maranza” di Barriera di Milano, di origini marocchine, che da anni, in cerca di consenso tra i giovani nordafricani del quartiere torinese posta sui social video delle sue “imprese”. A bloccarlo, questa notte sotto casa sua, dopo un breve inseguimento, sono stati i poliziotti della Squadra mobile in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip con le accuse di minacce e diffamazione aggravata.

All’origine di tutto c’è la spedizione punitiva contro un professore dell’Istituto delle Immacolatine, affrontato da Don Alì e altri due per strada mentre era insieme alla figlia piccola: i tre gli hanno intimato, per ragioni non chiarite, di “non maltrattare i bambini”, sostenendo che aveva preso di mira una nipote di Don Alì (ma all’istituto non risultano iscritti alunni di origini magrebine) e accusandolo di pedofilia, aggiungendo: “La prossima volta agiremo in altra maniera”.

L’uomo ha in seguito presentato una denuncia chiedendo un risarcimento di 150mila euro. A suo sostegno era intervenuta anche la scuola con una lettera di solidarietà. Don Alì, come d’abitudine, aveva filmato tutto l’episodio e lo aveva postato sui social specificando: “Siamo andati a prendere il ‘maestro’ pedofilo che abusa i bambini a scuola”. Un video che, assieme alla denuncia della vittima, questa notte gli è valso l’arresto.