Tra Tufillo e Palmoli, diverse famiglie neo-rurali hanno scelto di vivere a stretto contatto con la natura, adottando uno stile di vita ispirato al principio della «decrescita felice». Sono circa quindici le famiglie provenienti dal Nord, dal Centro e dal Sud Italia, da Vienna e dal Brasile. L'età varia dai 30 ai 63 anni. Ognuno ha un percorso personale particolare. Alcuni vivono in modo molto radicale, in campagna, come Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, altri invece in maniera più moderata. Hanno figli piccoli, istruiti attraverso percorsi di scuola parentale, con un apprendimento basato sull'esperienza diretta, senza orari rigidi e con la partecipazione dei genitori, generalmente laureati e di formazione medio-alta. Da quest'anno, però, frequentano la scuola pubblica. Vivono nel rispetto dell'ambiente e del risparmio delle risorse. Fanno un uso contenuto di acqua ed energia, non utilizzano mezzi meccanici ma lavorano i terreni manualmente, producendo ortaggi e allevando animali. Abitano in case essenziali e sostengono un costo della vita molto basso. Indossano abiti non alla moda, ma coerenti con la loro filosofia di vita. «Per loro, l'allontanamento dei tre figli di Nathan e Catherine rappresenta un momento difficile, doloroso e preoccupante» dicono loro. Sono chiamati anche "sentinelle della natura" perché assicurano una presenza costante sul territorio, contribuendo a contrastare lo spopolamento. Si frequentano abitualmente, condividono attività e mantengono un rapporto collaborativo con la popolazione locale.