Donald Trump è stato chiaro: Volodymyr Zelensky ha ancora pochi giorni. L’accordo deve essere accettato entro il Giorno del Ringraziamento, il 27 novembre. E mentre le cancellerie europee sono a lavoro per elaborare una controproposta, il presidente ucraino vive una situazione drammatica. Per l’ambasciatore Ettore Sequi, già segretario generale della Farnesina, le strade per Zelensky sono molto strette.
Cosa può fare il presidente ucraino?
«Zelensky oggi può fare una sola cosa davvero efficace: tentare di trasformare il piano americano in un percorso negoziale che non umili l’Ucraina».
Quali possono essere le sue prossime mosse?
«Le ultime dichiarazioni, l’ora di colloquio con JD Vance, il riferimento al “percorso dignitoso” e l’idea di un piano congiunto Usa-Europa mostrano che Zelensky sta cercando di spostare il negoziato dal terreno bilaterale Usa-Russia a un formato trilaterale Usa-Ue-Ucraina. Per farlo cerca di legare la collaborazione a un principio chiave, la dignità strategica dell’Ucraina. Può tentare di influire sul risultato e può dire: “La pace sì, ma non a costo della nostra sovranità”».













