Donald Trump è sempre più convinto che la guerra in Ucraina debba essere conclusa il prima possibile, inviando un segnale molto chiaro a Volodymyr Zelensky: accetti il piano di pace americano entro il giorno del Ringraziamento, giovedì prossimo, altrimenti il rischio è quello di perdere il sostegno americano. Lo scrive il Washington Post che cita cinque fonti anonime informate sulle discussioni in corso tra le due parti. Lo conferma il presidente stesso in un’intervista al The Brian Kilmeade Show su Fox News Radio: «Ho avuto molte scadenze, ma quando le cose stanno andando bene, tendi a prorogarle. Però pensiamo che giovedì sia il momento giusto». Poi aggiunge: «Gli ucraini devono cedere terre che perderebbero comunque. Zelensky dovrà farsi piacere il piano di pace». Ma sulle sanzioni alla Russia, nessuna marcia indietro: «Non ho intenzione di revocarle».
E si unisce alle pressioni anche Vladimir Putin che avverte: «se rifiutate, prenderemo altri territori». C’è anche il vicepresidente JD Vance, che ieri ha parlato al telefono con Zelensky per cercare di convincerlo: sembra che i due abbiano deciso di intensificare le discussioni anche con l’Europa per arrivare a una soluzione. Tutto è iniziato due giorni fa, quando il segretario dell’Esercito americano Daniel Driscoll ha presentato all’Ucraina una versione del piano in 28 punti scritta dall’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, e da quello russo Kirill Dmitriev, escludendo Kiev dal tavolo. Il piano, anticipato da Axios, non prevede che Kiev entri nella Nato ma contempla una garanzia di sicurezza modellata sull’articolo 5 della Nato, che impegnerebbe gli alleati statunitensi ed europei a trattare un attacco all’Ucraina come un attacco all’intera «comunità transatlantica». Ma, e questo è un punto di scontro, concederebbe molti territori dell’est alla Russia: la Crimea, il Luhansk e il Donetsk andrebbero a Mosca e sarebbero riconosciuti anche dagli Stati Uniti. Infine il piano limiterebbe l’esercito ucraino a 600mila unità rispetto alle 900mila attuali. Ora sembra che Zelensky, nonostante i rischi, non voglia cedere. L’Ucraina infatti è a un bivio, come ha detto lo stesso presidente parlando alla nazione: «Perdere un partner strategico o la dignità dell’Ucraina». Il presidente ha sottolineato di non essere disposto a tradire l’interesse nazionale e ha assicurato che cercherà di collaborare «in modo costruttivo» con Washington per modificare la proposta, in modo da impedire alla Russia di sostenere che Kiev non voglia la pace. «Gli ucraini, più di chiunque altro al mondo, desiderano la fine di questa guerra, la fine delle uccisioni e una pace dignitosa», ha detto.











