Un batterio è stato trasformato in una super biofabbrica per la produzione del pigmento che polpi e calamari usano per mimetizzarsi e che trovano applicazione nella cosmesi: un traguardo ottenuto con una tecnica molto innovativa che potrebbe avere un grande impatto anche nella biofabbricazione di altri materiali. Un successo ottenuto da Leah Bushin, dell’Università di Stanford, in collaborazione con l'Università della California a San Diego, e descritto sulla rivista Nature Biotechnology.

Grazie a questa nuova tecnica i ricercatori sono riusciti a modificare il genoma di un batterio inducendolo a produrre la xantommatina, un pigmento prodotto da alcuni animali marini, come polpi e calamari, e che sono già usati in molti settori.

Tutti i tentativi fatti finora di usare i batteri come biofabbrica di xantommatina erano stati piuttosto fallimentari, permettendo una produzione di appena 5 milligrammi di pigmento per litro.

“Avevamo bisogno di un approccio completamente nuovo per affrontare questo problema”, ha detto Bushin. Un approccio innovativo che ha interamente ‘revisionato’ il metabolismo naturale del batterio facendo in modo che la produzione di xantommatina diventasse una sorta di compito fondamentale per la sopravvivenza stessa del batterio.