“Siamo agli albori di una nuova epoca, paragonabile alla rivoluzione neolitica di 10mila anni fa col passaggio da cacciatori-raccoglitori ad agricoltori stanziali. Oggi il passaggio è da cacciatori raccoglitori di risorse ad agricoltori a livello atomico. Stiamo trasformando i paradigmi industriali estrattivi in un’industria di tipo generativo: invece di partire da elementi finiti ed estrarre i componenti che ci servono, con tutte le problematiche in termini di spreco e di consumo energetico che porta con sé questo sistema (coltivare grano per ottenere farina, scavare terreno per estrarre rame o ferro), oggi siamo in grado di costruire atomo per atomo, molecola per molecola”.

Un po’ il concetto della stampa 3D, aggiungere invece di togliere.

“Questo avrà ripercussioni anche di carattere sociale: da un mondo basato sulla scarsità, in cui l’obiettivo è accaparrarsi la fetta di torta più grande, a uno basato sull’abbondanza, in cui lo scopo è rendere più grande la torta”.

Se la visione è conditio sine qua non per il successo di un’impresa, allora Massimo Portincaso e Arsenale Bioyards, la startup di cui è cofondatore e AD, hanno davanti a sé un futuro roseo.

Massimo Portincaso, cofondatore e ad di Arsenale Bioyards