«L’intelligenza artificiale non diventerà mai intelligente. È molto artificiale e pochissimo intelligente. Tutto ciò che riguarda macchine senzienti, coscienti e creative è pura fantascienza. E anche di basso livello».
Mariarosaria Taddeo, professoressa ordinaria di Digital Ethics and Defence Technologies all’Università di Oxford, è la prima donna ad Oxford ad avere “defence” nel titolo della sua cattedra. Studia l’etica del digitale e le tecnologie della difesa, nel punto in cui il digitale, come l’intelligenza artificiale, diritto internazionale e democrazia entrano in attrito. «L’intelligenza artificiale è una delle più grandi chiave di volta che l’umanità abbia mai avuto tra le sue mani. Ma va usata bene e non possiamo perdere questa opportunità. Siamo partiti dicendo che con l’IA avremmo curato l’Alzheimer, risolto la crisi climatica, e siamo arrivati invece alle chat erotiche su ChatGPT. Qualcosa, evidentemente, è andato storto»
Filosofa italiana, nata a Napoli e cresciuta a Bari, è una delle più grandi esperte mondiali di etica digitale. Taddeo arriva a Oxford seguendo un percorso che affonda le radici molto prima dell’università: le conversazioni da bambina con uno zio filosofo («avevo 8 anni e quelle chiacchierata gettavano semi dentro di me»), l’incontro con un professore di liceo che le apre le porte della logica («non ci ha fatto studiare sui manuali, ma leggere i testi direttamente, cogliendone lo spirito, le motivazioni più profonde delle domande e delle risposte che offrivano»), l’idea maturata presto, che i filosofi debbano occuparsi delle sfide del proprio tempo. «Io ho sempre pensato di dovermi occupare di qualcosa di attuale».






