James Carafano, vicepresidente e responsabile delle relazioni internazionali della Heritage Foundation, il più importante think tank conservatore di Washington, sottolinea che «poche nazioni hanno rivitalizzato le loro politiche estere o attirato maggiore attenzione per i loro sforzi quanto l’Italia». In un’analisi pubblicata su Decode39, la testata di approfondimenti geopolitici (in inglese e arabo) del gruppo Formiche, spiega che l’Italia di Meloni punta a diventare snodo strategico tra Europa, Asia e Africa, rafforzando corridoi economici e alleanze con Washington.
Poche nazioni hanno rivitalizzato le loro politiche estere o attirato maggiore attenzione per i loro sforzi quanto l’Italia. C’è una tendenza globale crescente a promuovere lo sviluppo di corridoi economici come alternativa alla globalizzazione o un ritorno alla costruzione di blocchi geopolitici di sfere di influenza rigide. Il governo di Roma guidato dal primo ministro Giorgia Meloni ha anticipato questo cambiamento e, sfruttando la sua posizione strategica come nodo chiave nella connettività eurasiatica, ha abbracciato il movimento sia per rafforzare la propria influenza globale sia per sviluppare nuovi motori economici per l’economia italiana.







