Paolo Zampolli, principale promotore del ripescaggio dell'Italia al Mondiale e rappresentante speciale degli usa per le partnership globali ha spiegato di non essersi pentito del consiglio dato al tycoon. "No, assolutamente - ha detto in un'intervista al Corriere della Sera -. Mi sono solo limitato a suggerire questa soluzione al presidente Trump, che ama l'Italia moltissimo, e a King Gianni (Gianni Infantino, ndr). Saranno loro a decidere".
"Incrocio le dita come tutti - ha proseguito Zampolli -. Ho il cuore azzurro e gli Azzurri se lo meritano. Sono andato negli Usa con il sogno americano e sono convinto che si possa sognare che l’Italia partecipi ai campionati del mondo che si svolgeranno sul suolo statunitense", ha aggiunto. Zampolli ha poi sottolineato, dopo le parole del ministro dello Sport Andrea Abodi, secondo cui un ripescaggio dell’Italia "non è possibile e non è opportuno, perché ci si qualifica in campo". E ancora: "Capisco e concordo al 100% con la sua posizione di ministro ma mi permetto di pensare che forse abbiamo lo stesso sogno quando andiamo a dormire". L'inviato speciale di Trump, quindi, ha concluso: "Nella mia visione personale di sport diplomacy, sarebbe una grande vittoria per i tifosi italiani e per quelli di tutto il mondo perché i Mondiali non si possono disputare senza l’Italia".











