La presidenza della COP30 e il segretariato delle Nazioni unite per il clima "stanno attualmente lavorando in stretta collaborazione per finalizzare un piano per la ripresa delle attività della COP, che si concentrerà sui negoziati, una volta che la sede sarà stata accuratamente valutata e ritenuta completamente sicura dalle autorità antincendio e sanitarie".
Lo comunicano gli organizzatori della Cop30 di Belem ai partecipanti della conferenza climatica dopo l'incendio che ha portato all'evacuazione della Blue zone. "Al momento prevediamo che eventuali riunioni che potrebbero tenersi questa sera, previa valutazione completa delle condizioni di salute e sicurezza, saranno dedicate al proseguimento e al completamento delle consultazioni con i gruppi che sono state interrotte dall'incendio", si legge nel testo. "Non prevediamo alcuna attività in plenaria questa sera e faremo ovviamente in modo che l'attività in plenaria di domani sia aperta a tutte le parti e agli osservatori e sia trasmessa in diretta streaming".
Emergenza incendio alla Cop30
Il PUNTO DELL'INCENDIO
Delegati in giacca e cravatta, rappresentanti delle popolazioni indigene con copricapi piumati e abiti tradizionali, persino un attivista vestito da Babbo Natale e uno da orso polare. Scoppia un incendio tra i padiglioni della conferenza climatica delle Nazioni Unite di Belem e le diverse anime della Cop30 si trovano fianco a fianco nell'evacuazione. Sono circa le due quando si alzano alte fiamme nelle zona blu, non lontana dal padiglione italiano, innescate da un guasto al generatore o da un cortocircuito in uno stand, secondo le squadre tecniche, che intervengo immediatamente. "A fuoco! A fuoco!", grida qualcuno mentre si diffonde la notizia nei lunghi corridoi. Qualcuno pensa a uno scherzo, frotte di fotografi e giornalisti corrono verso il luogo dell'incendio e devono essere respinti dalla polizia. Risuonano le sirene di camion dei pompieri e ambulanze.












