PIEVE DEL GRAPPA (TREVISO) - «Il calcio era il centro della sua vita». Il fratello minore di Roberto Gambasin, Raffaele, pronuncia commosso queste parole ricordando il 72enne che ieri si è spento all’ospedale di Castelfranco per un grave malore che da tempo lo attanagliava e che negli ultimi giorni aveva aggravato ulteriormente le sue condizioni di salute. Fino a pochi giorni prima quella malattia non era riuscita ad abbattere "Berto": nel fine settimana gli amici gli avevano organizzato una festa e lui, pur senza appetito, probabilmente esausto, era rimasto fino a tardi, commosso nel vedersi attorniato anche dalle persone che aveva seguito con tanta passione da un punto di vista sportivo. Erano infatti passate a trovarlo tantissime delle ex calciatrici che aveva allenato.

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Nato a Crespano di Pieve del Grappa, Roberto dopo le scuole era andato a lavorare perché la sua famiglia ne aveva bisogno. «Si è dimostrato altruista fin da subito» ricorda il fratello minore Raffaele, assieme a Lorenzo. Falegname da una vita, interista convinto, viveva il calcio quasi fosse il suo principale lavoro. «Ha dedicato tutti i suoi sforzi al calcio femminile - ricorda il fratello - una dedizione che gli ha costruito attorno, nel tempo, una grande famiglia fatta di ex giocatrici e amici. Fin da giovane aveva mostrato una grande passione per lo sport. Da ragazzo aveva giocato e, negli anni successivi, era stato tra i fondatori della squadra di calcio femminile di Crespano. Ma da lì si era mosso e aveva spaziato anche in altri ambienti oltre i confini provinciali. Era molto conosciuto nel settore del calcio femminile.